Addio a Sergio Augusto Rossi

14 May 2010

 E’ stato uno dei più bravi corrispondenti italiani dall’Est europeo. Sergio Augusto Rossi era certamente il maggiore conoscitore dell’evoluzione socio-economica della Russia post sovietica. I suoi articoli erano precisi e dettagliati, le sue analisi attente e qualificate. Solo uno specialista con un grosso background culturale e di esperienza quotidiana è in grado di scrivere pezzi di così elevata caratura.

 Rossi, infatti, non era il classico giornalista generalista, inviato in luoghi sconosciuti e senza conoscere nemmeno la lingua del posto, come spesso capitava. Il suo curriculum non lasciò dubbi al Sole 24 ore che lo scelse come proprio primo corrispondente dalla Russia a metà degli anni Ottanta. Rossi si era laureato con Norberto Bobbio a Torino con una tesi sulla Cremlinologia. Aveva avuto tra i suoi maestri Luigi Firpo ed Alessandro Passerin d’Entrèves.

 Studioso ed amante della letteratura russa, Rossi era giunto in Russia nel 1971 grazie ad una borsa di studio. Qui, all’ambasciata di Mosca, conobbe Marina, lettrice di italiana che è poi diventata sua moglie. In un primo momento si dedicò agli studi e lavorò come ricercatore.

 Negli anni lunga è stata la lista delle sue collaborazioni: la Stampa, la Fondazione Agnelli, l’Atlantic Institute, l’Office Italia della Nato. Quindi, direttore della rivista Diritto&Economia della Russia e della Csi.

 Il disarmo e gli armamenti erano un altro dei suoi argomenti principali. E diversamente non sarebbe potuto essere visto che, nella seconda metà degli anni Ottanta, l’Urss di Gorbaciov e gli Stati Uniti misero le basi dell’odierna sicurezza mondiale. Rossi contribuì al primo Libro bianco della Difesa, voluto dall’allora ministro Giovanni Spadolini.

 Di carattere timido e discreto, chi lo ha conosciuto lo ricorderà anche per la sua disponibilità e per il suo sorriso sempre sulle labbra.

sui principali errori che le aziende italiane dovrebbero evitare di commettere, ove intendessero realizzare affari commerciali o investire in Russia.

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