Archive for July, 2010


The Constitutional Court ruled that Mihai Ghimpu’s decree to institute the Soviet Occupation Day on June 28 is unconstitutional. The Court’s president Dumitru Pulbere argued Mihai Ghimpu tried to assess the historical events from legal viewpoint. The decree is to be annulled, Info-Prim Neo reports.

The verdict was given in the absence of the Acting President, who left when the judges withdrew for deliberations. At 1pm, Mihai Ghimpu was to go on a visit to Razeni village of Ialoveni district.

The Communists Party’s jurist Sergiu Sarbu said the Court’s decision is logical and predictable as Mihai Ghimpu misused his power. Deputy Minister of Justice Oleg Efrim, the Government’s representative at the Constitutional Court, said the Court’s decision is final so that the decree will be annulled.

Mihai Ghimpu issued the decree whereby June 28 was declared the Soviet Occupation Day on June 24. On June 28, 2010, it was 70 years since Moldova became part of the Soviet Union.

«Газпром» пытается сорвать осуществление миллиардного проекта по строительству газопровода Nabucco, который для крупнейшей в мире газовой компании стал поистине бельмом на глазу. Ведь по этому трубопроводу из региона Каспийского моря конкуренты смогут через Юго-Восточную Европу поставлять газ Западу, что заметно снизит зависимость европейцев от России.

Статья – РБК daily –  13.07.2010

Иногда просто надоедает. Надоедает писать о России. Точнее, писать о России журналистские материалы. Ведь как корреспонденту тебе нужно писать о политике, а о политике редко пишется что-нибудь положительное. Тем более о политике в России.

 Статья  – Штефан Шолль – “Московский Комсомолец” 13 июля 2010 г. 

Stefan Scholl Moskovskij Komsomolets

The European Union finance ministers gave the final approval to Tallinn joining the eurozone from January 1st, 2011. The exchange rate for the conversion was set into 15.6466 Kroon per 1 euro.

Estonia will become the 17th euro member. Tallinn met all EU entry requirements on inflation, debt and deficit levels, interest rates and currency stability.

Estonia, along with Baltic neighbours Latvia and Lithuania, was badly hit by the global economic crisis as it saw five years of breakneck growth come to a grinding halt with double digit contraction.

“The key point is that it is a political decision rather than an economic decision (by the EU),” said Danske Bank economist Lars Christensen. “I don’t think it will bring any major boost to growth. Estonia is still slowly coming out of recession.” The adoption of the single EU currency is the culmination of a drive West started after the fall of the former Soviet Union in 1991.

Latvia, which had to take an IMF bailout in 2008, and Lithuania, are expected to enter the euro zone in 2014.

Of the EU’s 27 member states, 16 currently have the euro as their currency. Belgium, Germany, Greece, Spain, France, Ireland, Italy, Luxembourg, the Netherlands, Portugal, Austria and Finland adopted the currency in 2002. Slovenia joined in 2007, followed by Cyprus and Malta in 2008, and Slovakia in 2009.

 Ora la Polonia ha il suo destino nelle mani. Lo spauracchio di una nuova complessa coabitazione è stato sconfitto. Il Paese slavo può muovere verso le riforme che necessita senza ulteriori ostacoli e con il vento davvero in poppa. Non sfruttare un’occasione del genere sarebbe imperdonabile.

 Il duo Komorowski-Tusk non deve, però, sottovalutare alcuni elementi. Dalle presidenziali la Polonia è uscita spaccata in due: le regioni occidentali e settentrionali, più avanzate economicamente, hanno dato la loro preferenza al vincitore, mentre quelle meridionali ed orientali a Jaroslaw Kaczynski. Il timore, che politiche troppo liberali intacchino i precari equilibri sociali, è ben evidente. Se il sistema pensionistico o quello degli ammortizzatori verranno rivisti bisognerà farlo con estrema attenzione.

 Il tragico incidente aereo di Smolensk, in cui ha perso la vita buona parte dell’establishment del Paese, è stato un colpo terribile, che, però, ha portato maggiore unità e ridotto i tradizionali toni polemici. La Polonia ha tutto per garantirsi un futuro stabile e prospero. A parte i copiosi investimenti d’oltreoceano i fondi europei – 67 miliardi di euro dal 2007 al 2013 -, versati dagli occidentali come ricompensa per aver dimenticato i polacchi per 4 decenni oltre Cortina, offrono la possibilità al Paese di diventare nel XXI secolo un polo di riferimento nel Vecchio Continente.

 Terminati i vari effetti psicologici, l’epoca dei Kaczynski si è probabilmente chiusa. I due gemelli hanno costruito la loro fortuna sulle paure del cambiamento, presenti in ampi strati della popolazione, sul nazionalismo e sul conservatorismo tipico di questa gente. La Polonia di oggi è diversa da quella del 2005 uscita con non pochi cocci rotti per l’adesione all’Unione europea.

 L’adesione all’euro diventa ora il primo obiettivo del duo Komorowski-Tusk. Europeismo, Alleanza atlantica e riappacificazione con la Russia sono i capitoli centrali in politica estera.

 Come dimostrano le partecipazioni agli interventi in Irak ed Afghanistan, il peso internazionale della Polonia tenderà a continuare a crescere. Non è un caso che Barack Obama, dopo aver rinunciato al dispiegamento dello Scudo spaziale strategico in Europa centrale, stia mettendo in piedi un mini-Scudo regionale. Varsavia è sempre in prima fila in questo tipo di discorsi come dimostra la quasi elezione del ministro Sikorski a segretario della Nato nell’estate passata. Una Polonia solida, stabile e democratica è dopotutto una sicurezza anche per i vicini tedeschi e russi.

 Un’ultima considerazione in chiave italiana. Kaczynski si era già fatto fotografare davanti agli stabilimenti Fiat di Tychy. Dopo la sua elezione avrebbe fatto di tutto per difendere l’industria dell’automobile in Polonia. Questo non significa affatto che Komorowski sarà da meno.

Giuseppe D’Amato

Un viaggio per la democrazia. Così è stata definita dal suo staff la tournée di 5 giorni di Hillary Clinton in Europa centro-orientale ed in Caucaso, nel cosiddetto “cortile di casa” del Cremlino.

Duplice e significativo il messaggio all’intero spazio ex sovietico: continuate sulla strada delle riforme democratiche e non temete dal riavvicinamento tra le due ex superpotenze della Guerra Fredda e dalla loro nuova politica del “reset”, iniziata con l’insediamento alla Casa bianca di Barack Obama. Tutti ne hanno da guadagnare.

In Ucraina il Segretario di Stato Usa ha sottolineato che c’è posto nell’Alleanza Atlantica se Kiev farà richiesta di adesione. La questione era stata sollevata dalla precedente presidenza Jushenko, ma è poco popolare tra la popolazione. Il neo-leader ucraino Janukovich ha scelto una politica di neutralità e di equilibrio tra est ed ovest.

In Polonia la Clinton ha firmato col collega Sikorski un accordo di modifica di precedenti intese siglate dall’Amministrazione Bush per dislocare qui lo Scudo spaziale strategico, che aveva come obiettivi lanci di missili a lungo raggio. Obama ha abbassato il pericolo a lanci isolati di vettori a medio e corto raggio. Stanno così nascendo mini-Scudi regionali. Una base militare di questo sistema sarà proprio in Polonia.

La Clinton ha invitato armeni ed azeri a trovare una via d’uscita all’annosa questione dell’enclave del Nagorno-Karabakh. Una soluzione condivisa, ha spiegato il Segretario di Stato, sarà la base della stabilità e della prosperità dei due Paesi caucasici.

Estremamente complessa è stata la tappa in Georgia, dove il capo della diplomazia statunitense ha incontrato sia le autorità al potere che l’opposizione. Washington ha ripetuto sempre e comunque il suo appoggio incondizionato all’integrità territoriale ed alla sovranità della Georgia. Qui la Clinton ha criticato “l’occupazione” da parte della Russia delle repubbliche secessioniste dell’Abkhazia e dell’Ossezia meridionale ed ha invitato Mosca a rispettare le intese che hanno messo fine alla guerra dell’agosto 2008.

Gli Stati Uniti di Obama hanno cambiato strategia e non appoggiano più, come successe in passato con l’Amministrazione Bush, le cosiddette “rivoluzioni colorate”, che avevano messo a soqquadro l’intero spazio ex sovietico, soprattutto quello fedele al Cremlino. Lo sguardo di Washington si volge adesso ad altri teatri regionali, dove gli Usa stanno giocandosi la leadership mondiale. Avere la Russia al proprio fianco, come nel caso del problema nucleare iraniano, significa avere maggiore possibilità di successo. La Clinton è, però, riuscita a rassicurare i Paesi filo-occidentali dell’area ex sovietica. Il terzo e più importante messaggio per loro è stato: “non vi dimenticheremo”.

Россия удивила мир: она промахнулась, не забив геополитический пенальти в Киргизии. Даже американцы дали понять, что были готовы принять в участие в “гуманитарной интервенции” под российской командой.

 Мир, в том числе постсоветское пространство, порой очень нуждается в ком-нибудь “с яйцами”. В августе 2008-го, несмотря на то что многие танки еще не доехали до поля боя, российские войска одним махом выбили грузин, напавших на Цхинвали. Тогда Запад очень обиделся на грубую российскую силу. А зря: именно эта сила спасла Закавказье от долгой полупартизанской войны между грузинскими войсками с одной стороны и южноосетинскими ополченцами и северокавказскими добровольцами с другой. Войны с жесточайшими этническими чистками и тысячами жертв.

 Статья – – Штефан Шолль – “Московский Комсомолец” 6.07.2010г. 

Stefan Scholl Moskovskij Komsomolets

Нурсултан Назарбаев — это гарантия стабильности, межнационального мира и сохранения кланового баланса. Для России — мотор интеграции, которая только-только из сферы слов начинает переходить в сферу дел. Для Запада и Китая — лидер важной страны.

 Статья  – Михаил Ростовский – “Московский Комсомолец” 6.07.2010г. 

Mikhail Rostovsky Moskovskij Komsomolets

 О гастарбайтерах и других “чурках” в Германии и в России

 Статья  – Штефан Шолль – “Московский Комсомолец” 22 июня 2010 г. 

Stefan Scholl Moskovskij Komsomolets

E’ stato un lungo testa a testa che solo all’alba consolida il piccolo vantaggio di Bronislaw Komorowski. Troppa l’incertezza legata ai dati degli exit polls: circa 6 i punti di differenza tra i due candidati. In serata Kaczynski aveva ammesso la sconfitta, ma Komorowski non aveva festeggiato, aspettando la conta ufficiale.

“E’ stata una campagna elettorale particolare – ha osservato lo speaker della Camera bassa del Parlamento – sviluppatasi all’ombra di una catastrofe”. Anche Jaroslaw Kaczynski non ha mancato di ricordare il fratello presidente Lech, morto nella tragedia aerea di Smolensk in aprile.

“Dobbiamo continuare – ha detto il leader conservatore per cambiare la Polonia. Un movimento è nato dalla morte di quei martiri”.

 58 anni, cattolico, padre di 5 figli Komorowski è per rafforzare le riforme di mercato e per velocizzare l’integrazione del Paese nell’Unione europea. Alleato del premier Donald Tusk non utilizzerà il veto del capo dello Stato con la stessa frequenza come fece il predecessore Lech Kaczynski.

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Rossosch – Medio Don

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