“Damascus is the “Stalingrad” of Russian diplomacy. After years of geopolitical withdrawal, Moscow has chosen Syria as a way to revive its image of power in the world. “Not one step back” is the Kremlin’s new strategy, as it was for the Red Army along the banks of the Volga river during World War II. To be more convincing, the Kremlin has simultaneously flexed its muscles by supplying sophisticated […]


  Un fulmine a ciel sereno, un terremoto dagli esiti poco chiari. La mattinata è iniziata con l’annuale discorso sullo stato della Federazione a Camere unite del presidente Vladimir Putin.
 Il capo del Cremlino ha annunciato a sorpresa l’avvio delle riforme del sistema politico con ben sette emendamenti costituzionali da far approvare al popolo in un referendum, probabilmente entro l’estate.
 Una manciata di ore dopo, quando commentatori ed analisti stavano tentando di comprendere quale fosse il vero gioco di Vladimir Putin, il premier Dmitrij Medvedev con tutto il suo Esecutivo ha deciso di dimettersi come da articolo 117 della Costituzione.

 Dopo ancora un paio di ore il presidente russo ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo al capo del Fisco federale, lo sconosciuto Michail Mishustin.
 La sensazione generale è che con questa mossa il presidente russo voglia riformare la politica nazionale in un momento in cui è ancora popolare, nonostante la crisi economica, ed un anno prima delle Legislative del 2021.
 La gente in genere fino ad oggi ha incolpato il premier dimissionario per le difficoltà quotidiane e per l’incapacità del governo di mantenere ordine nelle enormi regioni. Dmitrij Medvedev non ha saputo spendere bene i soldi messi a disposizione, puntano il dito alcuni noti editorialisti, che utilizzano l’aggettivo “inadeguato”.
 Ad onor del vero, l’ex primo ministro sembra attualmente il capro espiatorio della presente stagnazione e di tutto quel che non va in Russia. Sintomatico è il messaggio mediatico che circola sui canali federali, in cui si rammenta che Medvedev è stato presidente dal 2008 al 2012 e capo del governo dal 2012 al 2020. In totale ben 12 anni al potere.
gda

The presidents of Turkey and Russia formally launched the TurkStream pipeline which will carry Russian natural gas to southern Europe through Turkey, part of Moscow’s efforts to reduce shipments via Ukraine.

The pipeline project, stretching 930 kilometers (580 miles) across the Black Sea, reinforces strong energy ties between Moscow and Ankara

 TurkStream directly connects the large gas reserves in Russia to the Turkish gas transportation network, to provide reliable energy supplies for Turkey, south and southeast Europe.

The offshore component of the system consists of two parallel pipelines running through the Black Sea. The pipelines enter the water near Anapa, on the Russian coast, and come ashore on the Turkish coast in the Thrace region, near the town of Kiyikoy (20 Kms from the Bulgarian border).
 Russian gas producer Gazprom will ship about 3 billion cubic meters (bcm) of gas per year to Bulgaria via TurkStream, replacing a route that formerly passed through Ukraine and Romania.

Gazprom shipped about 3 bcm to Greece and about 500,000 mcm to North Macedonia via that route in 2019.

 Russia is building TurkStream in two pipelines, each with an annual capacity of 15.75 bcm. The first pipeline will supply Turkey and the second will extend from Bulgaria to Serbia and Hungary. Bulgaria hopes to be able to make shipments to Serbia by May 2020 and build the whole section by year-end.


Russia and Ukraine have signed a five-year, $7 billion deal on the transit of Russian natural gas to west. About 40 percent of the 200 billion cubic meters (bcm) of gas that Russia has sent to Europe annually has been transmitted via Ukraine’s vast network of pipelines.
 Under the new contract, Kyiv next year is expecting to ship a minimum of 65 bcm, or about 22 bcm less than it did in 2018. Minimum volumes will decrease further to 40 bcm in 2021-24.
 The new deal has a “pump or pay” clause, meaning Russia must pay the minimum gas-transit fee even if it doesn’t pump the contracted volumes through Ukraine.
 The new deal stipulates that “both sides reserve the right to extend the contract for another 10 years” after its expiration.
Also part of the new contract is Russia agreeing to pay $2.9 billion to Ukraine as part of a Stockholm arbitration court ruling, which Moscow did on December 27.
In turn, Naftogaz has promised to release seized assets belonging to Gazprom in Europe and both parties have agreed to drop reciprocal court claims that haven’t concluded and sign an out-of-court settlement.


 Source: rfe/rl.

Миф о советской преемственности порождает крайне опасные политические тренды… Это миф о преемственности Российской империи, Советского Союза и Российской Федерации, воплощенный в знаменитой формуле В.Путина: «Советский Союз был той же Россией, только лишь называвшейся по-другому»….

Владислав Иноземцев Статья Московский комсомолец” №28164 от 30 декабря 2019.

 Alle 12 in punto Vladimir Putin – per la 15esima volta da quando è presidente –  si è presentato davanti a 1895 giornalisti accreditati. Una settantina sono state le risposte date in una maratona estenuante durata 4 ore e 19 minuti. Il piglio è stato quello di sempre.
 Gli argomenti più interessanti hanno riguardato l’Ucraina, la questione del gas, la crisi in Libia, i rapporti con Cina e con gli Stati Uniti, la squalifica per doping comminata alla Russia dello sport per 4 anni.
 Sul nodo ucraino Vladimir Putin ha ribadito che Mosca appoggia in pieno gli accordi di pace di Minsk 2015. Essi non vanno cambiati, altrimenti si sancisce la fine del processo di pace. Il capo del Cremlino ha elencato i passi che bisogna ora seguire per arrivare alla normalizzazione in Donbass. “Servono colloqui diretti” tra Kiev e le due repubbliche “popolari” filo-russe, quindi elezioni dopo che verrà concesso loro uno status speciale. Il Cremlino, è stato ribadito, non ha propri uomini o mezzi in Ucraina orientale.
 Per quanta riguarda la spinosissima questione del gas, si è compreso, che Mosca e Kiev sono su posizioni distanti. Il 31 dicembre scade il contratto per il transito del gas russo sul territorio ucraino verso l’Europa. Si rischia una guerra del gas come nel 2006 e nel 2009 con il blocco delle forniture all’Unione europea. Insomma un bel mal di pancia per Capodanno!
 “Con la Cina non abbiamo un’alleanza militare – ha rimarcato Putin – e non abbiamo nemmeno intenzione di crearla. Pechino ha la capacità di costruire un suo Scudo difensivo anti-missilistico, ma con il nostro aiuto impiegherà meno tempo. Questa situazione aumenterà le capacità della Cina di difendersi”. Con gli Stati Uniti, invece, – fino alle presidenziali del novembre 2020 – non si possono fare programmi. La Russia è pronta a firmare l’estensione del trattato Start (sulla riduzione degli arsenali) oltre il 2021. “Non abbiamo, però, – ha evidenziato il presidente russo – ricevuto ancora risposta. E ciò significa che “non c’è nulla che possa fermare una nuova corsa agli armamenti”. Sulla Libia Mosca è in contatto con entrambi i contendenti. Serve trovare una soluzione politica e finire lo scontro militare.
 Per quanto riguarda il doping nello sport e la squalifica alla Russia il Wada (l’Agenzia anti-doping internazionale) non può condannare due volte per uno stesso reato. La salma di Vladimir Lenin “rimarrà” nel mausoleo sulla piazza Rossa: “meglio pensare al futuro”, ha aggiunto il presidente. Sulle problematiche costituzionali – forse in futuro – vi sarà una modifica per i due mandati presidenziali “consecutivi”. Cosa significa ciò in tanti se lo sono domandati. Vladimir Putin ha lasciato la sala e la Russia con questo dubbio: cosa succederà dopo il 2024? Putin, alla fine del suo quarto mandato, lascerà il Cremlino? Oppure assisteremo ad uno scambio con qualche “delfino”?
 Gda

The European Commission today presented The European Green Deal – a roadmap for making the EU’s economy sustainable by turning climate and environmental challenges into opportunities across all policy areas and making the transition just and inclusive for all. President Ursula von der Leyen said: ‘The European Green Deal is our new growth strategy – for a growth that gives back more than it takes away. It shows how to transform our way of living and working, of producing and consuming so that we live healthier and make our businesses innovative. We can all be involved in the transition and we can all benefit from the opportunities. We will help our economy to be a global leader by moving first and moving fast. We are determined to succeed for the sake of this planet and life on it – for Europe’s natural heritage, for biodiversity, for our forests and our seas. By showing the rest of the world how to be sustainable and competitive, we can convince other countries to move with us.

 “Questa è la prosecuzione dell’isteria anti-russa che ha acquisito una forma cronica”. Così Dmitrij Medvedev ha commentato durante una riunione del Governo le notizie provenienti da Losanna.
 Il primo ministro federale ha ammesso che in Russia vi sono dei problemi collegati con il doping, ma la decisione del Wada (l’Agenzia mondiale anti-doping) va assolutamente contestata. Anche perché così si vanno a colpire atleti già puniti.

 Il ministro degli Esteri Serghej Lavrov parla invece di “lotta senza regole”, mentre la portavoce del suo ministero Marija Zakharova ha puntato il dito contro la “politicizzazione del doping”.

  Tutto il mondo sportivo ha reagito negativamente ad una decisione che, però, era nell’aria. Jurij Ganus, capo dell’Agenzia anti-doping federale Rusada, ha ribadito che “lo sport pulito è la sua missione”.

 Probabilmente ora gli atleti russi, che vorranno prendere parte alle competizioni internazionali, saranno costretti a dimostrare, con documenti alla mano, di essere estranei alla vicenda doping.

 Sui mass media federali ci si domanda poi che cosa ne sarà adesso della partecipazione ai Mondiali del Qatar 2022.

 Gda

President Vladimir Putin and Chinese premier Xi Jinping officially opened the 3,000 kilometer gas pipeline today via videoconference.  Russian state gas giant Gazprom will immediately start sending its gas southwards — the first time Russian gas has been sent directly to China. The two countries struck a $400 billion 30-year agreement for Russian gas exports back in 2014. The pipeline will not become fully operational until 2025, when it will be able to carry 38 billion cubic meters of gas a year.

 80 лет назад, 30 ноября 1939 года, Советский Союз напал на Финляндию, началась Советско-финляндская война, которая завершилась 13 марта 1940 года подписанием Московского мирного договора. К СССР перешло 11% территории Финляндии со вторым по величине городом Выборгом. Согласно спискам, составленным в 1949-1951 годах Главным управлением кадров Минобороны СССР и Главным штабом Сухопутных войск, потери советских войск в этой войне, которая также известна как “Зимняя война”, составили 126875 человек убитыми и пропавшими без вести, а также около 265 тысяч ранеными. Согласно финским источникам, вооруженные силы Финляндии потеряли до 95 тысяч человек убитыми и пропавшими без вести, до 45 тысяч ранеными.

Отечественная пресса транслирует мнения ведущих российских политиков о том, что мир захлестнула «пещерная русофобия», что все больше государственных деятелей зарубежных стран руководствуются в своих действиях именно ненавистью к нашей стране…Западные средства массовой информации отстают, но ненамного…Прожив несколько лет за границей, я не могу сказать, что встречался где-то с русофобией….

Владислав Иноземцев Статья “Московский комсомолец” №28124 от 13 ноября 2019

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We are a group of long experienced European journalists and intellectuals interested in international politics and culture. We would like to exchange our opinion on new Europe and Russia.

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