Archive for December, 2009


 Quando Boris Eltsin dovette scegliere a chi affidare l’ingrato compito di riformare l’economia russa non ebbe dubbi. Solo i giovani esperti del gruppo di Egor Gajdar avrebbero potuto fare il miracolo. 74 anni di comunismo ed il fallimento di Michail Gorbaciov con il conseguente crollo dell’Urss avevano lasciato soltanto macerie.

 Nell’aprile 1991, pochi mesi prima, l’allora premier sovietico Valentin Pavlov aveva messo fuori corso le banconote da 50 e 100 rubli per ridurre la massa monetaria. Alla popolazione non era stato permesso di cambiarle. Come se in una notte non fossero più validi i biglietti da 100 euro. Parte dei conti correnti bancari dei sovietici vennero congelati.

 Il 35enne Gajdar, nipote di uno dei più noti scrittori di fiabe per bambini, trovò un Paese in bancarotta, con l’apparato produttivo paralizzato, il tasso d’inflazione alle stelle e con i negozi quasi completamente vuoti. La fame era alle porte. Durante la perestrojka gorbacioviana si era discusso a lungo su come passare da un’economia centralizzata ad una di mercato. Nessuno aveva risposte.

 Gajdar si inventò la cosiddetta “terapia shock” che aveva come misura principale la liberalizzazione dei prezzi, quindi la successiva privatizzazione. Queste erano decisioni ultraliberali, che in un sistema, fermo da decenni, provocarono un autentico terremoto economico e sociale. Ma diversamente non sarebbe potuta andare. La scelta era tra morire lentamente o provare strade radicali per garantirsi qualche possibilità per il futuro. Nell’arco di poche settimane il riformista Gajdar diventò uno degli uomini più odiati del Paese.

 Con la fine della transizione l’ex premier facente funzioni perse il posto a favore dei funzionari d’apparato. Tentò la carriera politica senza successo. Rimase in disparte come punto di riferimento dei democratici-liberali, tornando agli studi.

  Gajdar verrà ricordato non solo come uno dei principali protagonisti della transizione all’economia di mercato nel mondo ex comunista ma anche come uno dei più illustri specialisti russi. Fondamentale è la sua attività scientifica. Gajdar ha fornito le migliori risposte sul perché sia scomparsa la superpotenza sovietica e su cosa debba fare la Russia per evitare la stessa fine.

 Ricostituire un impero, cosa desiderata dall’opinione pubblica federale, significherebbe dire addio alla democrazia. Certe nostalgie, che hanno ripreso vigore dopo l’elezione di Putin nel 2000, vanno abbandonate. Gajdar smonta anche la concezione della grande Potenza energetica con dati alla mano. La maledizione petrolifera pende sul Paese. L’Urss è implosa nel momento del crollo delle quotazioni delle materie prime, per l’incapacità di rinnovare il proprio sistema produttivo e per il ritardo tecnologico accumulato.

 La Russia ha ereditato gli stessi mali anche se il suo sistema economico oggi è più dinamico. Gajdar indica la strada: democrazia ed integrazione nella comunità internazionale. Se saranno seguite strategie antiquate, che in passato hanno fallito, saranno dolori. Gli inquilini presenti e futuri del Cremlino sono avvisati!
Giuseppe D’Amato

16.12.2009

 5 dicembre 2009. Come era nell’attesa della vigilia russi ed americani non hanno purtroppo fatto in tempo. Lo Start, firmato nel lontano ’91, è scaduto senza che sia stato definito un trattato in sua sostituzione.

 Mosca e Washington conserveranno per ora “lo spirito dell’accordo” che ha garantito il disarmo internazionale negli ultimi 2 decenni, hanno dichiarato in una nota congiunta i presidenti Medvedev ed Obama.

 Il negoziato va avanti da mesi, ma restano ancora alcune difficoltà nonostante gli Stati Uniti abbiano eliminato il maggiore ostacolo rappresentato dal progetto di dislocamento dello Scudo spaziale Usa in Europa centrale.

 Il mondo entra così in un periodo di incertezza fino a che non verrà finalmente concordato un nuovo testo e questo sarà ratificato sia dalla Duma che dal Congresso.

 In novembre i nodi in sospeso riguardavano in particolare il sistema di calcolo delle armi ed il loro controllo. Pochissime sono le notizie filtrate in questi mesi anche se si sapeva che russi ed americani partivano da posizioni lontanissime che si sono riavvicinate con l’inizio della presidenza Obama.

Welcome

We are a group of long experienced European journalists and intellectuals interested in international politics and culture. We would like to exchange our opinion on new Europe and Russia.

Rossosch – Medio Don

Italiani in Russia, Ucraina, ex Urss


Our books


                  SCHOLL