Russia. Mai più un’altra Beslan.

3 Sep 2010

 Lacrime, dolore, tristezza. La Russia intera ha ricordato la tragedia della scuola di Beslan di 6 anni fa. Nella cittadina osseta sono state tre le giornate di lutto.

 Mercoledì mattina (primo settembre), circa 3mila persone hanno portato alle rovine della palestra, dove si registrò il maggior numero di morti, bottiglie d’acqua, fiori, candele. Giovedì, cerimonia religiosa, poi nella piazza principale requiem e lettura di alcune poesie. Oggi alle 13.05, ora di inizio dello spargimento di sangue, minuto di silenzio dopo il suono delle campane, quindi sono stati liberati nel cielo 334 palloncini bianchi in memoria dei caduti, i cui nomi sono stati letti da uno speaker in un clima gelido e spettrale.

 Come si ricorderà, il primo settembre 2004 un gruppo di terroristi radicali assaltò la scuola numero uno di Beslan – piccolo centro della Russia meridionale -, prendendo in ostaggio 1128 prigionieri tra allievi, docenti e genitori. Dopo 52 ore di infruttuose trattative lo scontro armato con la morte di 334 persone, di cui 186 bambini.

 “Quando si avvicinano questi giorni – ha ammesso Liudmila Plieva, funzionario della cittadina, l’aria si fa sempre pesante”. Quest’anno è stata eretta una croce e posto il primo mattone per la costruzione di una chiesa.  “Purtroppo – ha ammesso il presidente dell’Ossezia settentrionale Mamsurov – il pericolo di atti di terrorismo rimane”. Nel 2010 la stessa capitale Mosca è stata colpita, dando nuova linfa alle frange più dure della società federale.

 Manifestazioni contro il terrorismo e in memoria delle vittime di questa piaga sono state tenute sia in Russia che all’estero.

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