Vladimir Putin, appuntamento con la storia.

8 May 2012

 Lo zar è tornato. Dopo quattro anni da primo ministro Vladimir Putin è di nuovo capo del Cremlino. Fastosa la cerimonia con cui la Russia lo ha incoronato per la terza volta. Rigido il protocollo in cui tutto era calcolato al secondo: dall’entrata del neoeletto nel grande Palazzo del Cremlino ai due brevi discorsi, dal suono delle campane alle ore 12 precise alle 31 salve di cannone.
Ma è un Putin diverso dal passato, si sono affannati in questi giorni a scrivere diversi commentatori. L’ex agente dagli occhi di ghiaccio, è stato rimarcato, sarà costretto ad aperture e a confrontarsi con l’opposizione.
All’ingresso al Cremlino Vladimir Putin è apparso quasi emozionato come se il suo fosse un appuntamento non solo col Paese ma anche con la storia. Il “leader nazionale”, come lo chiamano i suoi sostenitori, ha, però, subito ritrovato il tradizionale piglio aggressivo quando ha letto la formula del giuramento. Quindi il discorso tutto incentrato sulla Patria e nel credere in lei.
Doveroso all’inizio dell’intervento è stato il tributo al suo giovane “delfino”, Dmitrij Medvedev, che gli ha permesso questa operazione politica per aggirare il divieto dei due mandati presidenziali consecutivi (2000 e 2004), stabiliti dalla Costituzione.
Come si ricorderà nel 2008 Putin candidò al proprio posto di capo dello Stato uno dei suoi vice, rimanendo come primo ministro. Adesso il tandem si ricambia le cariche e l’ex presidente ha subito incassato la fiducia come primo ministro dalla Duma con 299 “sì” e 144 “no”.
Gli altri punti del breve discorso del neopresidente al Cremlino hanno riguardato la volontà di rafforzare la democrazia e la libertà, nonché la necessità di migliorare l’economia. Uno degli obiettivi per una “Russia di successo” nei prossimi sei anni di suo mandato è quello di diventare “leader in Euro-Asia”. Ossia viene riproposto nuovamente con forza il progetto di fondare sull’esempio dell’Unione europea una Comunità economica delle repubbliche ex sovietiche. Finora Russia, Bielorussia e Kazakhstan hanno già creato l’Unione doganale, mentre le altre per ora stanno a guardare.
All’uscita tra due ali di folla, composta dai notabili e da alcuni leader stranieri ospiti – tra i quali Silvio Berlusconi e l’ex cancelliere tedesco Gehrard Schroeder -, è apparso un sorriso sul viso del neopresidente, che si è fermato a stringere le mani dei presenti e a baciare una sostenitrice cieca. Quindi la parte militare con la consegna della famosa valigetta nucleare con i codici di controllo dell’arsenale russo. Putin e Medvedev, insieme alle rispettive signore, sono stati ricevuti in forma privata dal Patriarca Alessio II.
Dopo una manciata di ore dall’insediamento ecco subito i primi decreti presidenziali di Vladimir Putin. Società ed economia sono i primi campi toccati. Il neopresidente ha chiesto anche una verifica del piano per le prossime privatizzazioni.
Putin si è poi congratulato con il neo collega francese Francois Hollande per la sua elezione, dicendosi “pronto a lavorare con lui attivamente”.
La Russia, si legge in un documento del Cremlino, cercherà legami più stretti con gli Stati Uniti, ma non tollererà influenze nei suoi affari e chiede garanzie che lo Scudo anti-missilistico Usa non sia contro di lei.
Contemporaneamente alla cerimonia di insediamento un centinaio di persone, tra cui l’ex vicepremier riformista Boris Nemtsov, sono state fermate dalla polizia in piazza del Maneggio, di fronte al Cremlino. In una Mosca spettrale e blindata – ancora provata dagli incidenti di due giorni fa con decine di feriti e centinaia di arresti – oltre un migliaio di oppositori anti-Putin ha inscenato una nuova manifestazione di protesta non lontano da piazza Pushkin. La loro richiesta – uguale a quella dei circa 70mila di domenica – è sempre la stessa: elezioni libere al più presto. Per ora la politica ha risposto con la riforma del sistema di registrazione dei partiti.

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