Il capo dei tatari di Crimea, Gemiliev, premiato in Polonia davanti a Obama ed Hollande.

17 May 2014

Mustafà Gemiliev, già candidato al premio Nobel per la pace per il 2014, verrà insignito di un’altissima onorificenza polacca dalle autorità di Varsavia il 3 giugno prossimo. Alla cerimonia è prevista la partecipazione dei presidenti americano Barack Obama e francese Francois Hollande. Han Sarai

Successivamente il 6 giugno sono in programma le celebrazioni per il 70esimo anniversario dello sbarco alleato in Normandia, dove interverrà il leader russo Vladimir Putin.

Come si ricorderà Mustafà Gemiliev, già dissidente in epoca sovietica, è da decenni il punto di riferimento dei tatari di Crimea (ricoprendo la carica di capo del Medzhlis – il Parlamento tataro – fino al 2013) e da tempo ricopre la carica di deputato della Rada (Parlamento) ucraina.

Da alcune settimane Gemiliev non può rientrare in Crimea dopo un viaggio a Kiev. Dopo che la sua casa nella penisola è stata perquisita dalla polizia, la moglie ha avuto malore ed è stata ricoverata in ospedale.

Le autorità regionali hanno proibito qualsiasi manifestazione in occasione del 70esimo anniversario della deportazione dei tatari di Crimea il 18 maggio. Rinforzi alle forze dell’ordine sono arrivate a Simferopoli ad inizio settimana. Il centro di Simferopoli è fortemente presidiato da forze anti-sommossa. Nel 2013 ex dissidenti, intellettuali e politici, provenienti da mezzo mondo, si riunirono per preparare il 70esimo.

La Crimea fu liberata dalle truppe di occupazione nazi-fasciste il 12 maggio 1944. Sei giorni dopo, altri soldati, questa volta sovietici, entrarono con le armi in pugno nelle case dei tatari. “Muovetevi immediatamente. Vi mandano in un posto speciale”.

La falsa colpa, mai dimostrata, era di aver collaborato col nemico, ma non ci fu mai un processo. In poche ore su carri merci 191mila persone – in maggioranza donne, vecchi e bambini – vennero spediti prevalentemente in Uzbekistan, ma altri finirono nella regione di Kostroma, Mari El, sugli Urali. Circa il 46% di loro morì. Veniva così eseguito l’ordine n.5859 del Comitato statale di Difesa, firmato da Beria e da Stalin.

G.D.A.

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