Ucraina orientale: verso una guerra dimenticata.

18 Sep 2014

La guerra civile in Ucraina orientale si avvia a diventare nei prossimi mesi un conflitto dimenticato, mentre i leader internazionali – a parole – continuano a litigare.  Dopo la tregua sancita il 5 settembre 2014 a Minsk gli scontri sono diminuiti di intensità, ma si muore lo stesso. Secondo alcuni calcoli dall’inizio del cessate il fuoco hanno perso la vita già una trentina di persone.

Gli epicentri dei combattimenti sono sul mare di Azov tra Mariupol e Novoazovsk – gli abitanti del centro portuale odono i colpi in lontananza – e nei pressi dell’aeroporto di Donetsk, ancora nelle mani dei governativi. A Gorlovka l’ordine pubblico è precario. A Lugansk l’elettricità manca in alcuni quartieri dopo che una centrale è stata centrata da un colpo di mortaio. UN flag

Secondo l’Agenzia per gli affari umanitari dell’Onu all’11 settembre 2014 sono morte 3.171 persone (tra cui 27 bambini), 8.061 (non meno di 56 bambini) sono i feriti. OHCHR/WHO. Gli sfollati in Patria sono 262.977, quelli all’estero 366.866.

“E’ stato l’ultimo addio all’Unione Sovietica”. Così il presidente ucraino Petro Poroshenko in un discorso al Parlamento canadese, prima di volare a Washington dal collega statunitense Barack Obama. La ratifica del Patto di Associazione con l’Unione europea è per Kiev il passo decisivo verso un futuro diverso.

I separatisti dell’Est non sono d’accordo ed insistono per l’indipendenza nonostante la maggiore autonomia ottenuta sulla carta. Le elezioni locali, programmate per il 7 dicembre, dovrebbero essere un nuovo spartiacque nelle intenzioni del governo centrale. Il dubbio è, però, se queste consultazioni si terranno mai.

In Russia, intanto, la situazione economica inizia a preoccupare. Il dollaro e l’euro hanno segnato nuovi record contro il rublo anche per il deprezzamento sensibile del petrolio sui mercati internazionali. 105 è il valore minimo per Mosca per salvare il proprio budget statale. “No al panico”, è la parola d’ordine.

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