Russia, via Medvedev. Michail Mishustin nuovo premier.

15 Jan 2020

  Un fulmine a ciel sereno, un terremoto dagli esiti poco chiari. La mattinata è iniziata con l’annuale discorso sullo stato della Federazione a Camere unite del presidente Vladimir Putin.
 Il capo del Cremlino ha annunciato a sorpresa l’avvio delle riforme del sistema politico con ben sette emendamenti costituzionali da far approvare al popolo in un referendum, probabilmente entro l’estate.
 Una manciata di ore dopo, quando commentatori ed analisti stavano tentando di comprendere quale fosse il vero gioco di Vladimir Putin, il premier Dmitrij Medvedev con tutto il suo Esecutivo ha deciso di dimettersi come da articolo 117 della Costituzione.

 Dopo ancora un paio di ore il presidente russo ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo al capo del Fisco federale, lo sconosciuto Michail Mishustin.
 La sensazione generale è che con questa mossa il presidente russo voglia riformare la politica nazionale in un momento in cui è ancora popolare, nonostante la crisi economica, ed un anno prima delle Legislative del 2021.
 La gente in genere fino ad oggi ha incolpato il premier dimissionario per le difficoltà quotidiane e per l’incapacità del governo di mantenere ordine nelle enormi regioni. Dmitrij Medvedev non ha saputo spendere bene i soldi messi a disposizione, puntano il dito alcuni noti editorialisti, che utilizzano l’aggettivo “inadeguato”.
 Ad onor del vero, l’ex primo ministro sembra attualmente il capro espiatorio della presente stagnazione e di tutto quel che non va in Russia. Sintomatico è il messaggio mediatico che circola sui canali federali, in cui si rammenta che Medvedev è stato presidente dal 2008 al 2012 e capo del governo dal 2012 al 2020. In totale ben 12 anni al potere.
gda

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