Moldova: fumata nera. Crisi politica senza fine.

11 Nov 2009

  La Moldova è vicina alla paralisi del potere. Per la terza volta in pochi mesi il Parlamento nazionale non è riuscito ad eleggere il presidente della repubblica. La maggioranza centrista può contare solo su 53 seggi. Ne servono 61 su 101. I deputati dell’opposizione hanno abbandonato l’aula. Il candidato proposto, Marian Lupu, è un ex comunista, che attira forti antipatie dagli ex compagni di partito.

  Nella precedente legislatura, durata poche settimane, ai comunisti mancava solo un voto per scegliere loro la massima carica del Paese. Dopo lunghe ed interminabili consultazioni, precedute da gravi disordini di piazza, la parola tornò agli elettori. Alle ultime elezioni, tenutesi in luglio, il Pc ha perso il potere e detiene soltanto 48 mandati.

  Il rischio è che adesso si torni di nuovo alle urne. Le possibilità di un qualche accordo sono poche come alto è il rischio d’empasse. Entro il 10 dicembre è prevista una seconda votazione parlamentare. Se dovesse andare male ve ne sarà una terza.

  In caso di fumata nera le prossime elezioni generali non si potranno tenere prima dell’autunno 2010.

  La riforma costituzionale di un sistema elettivo così complicato sarà uno dei passi essenziale per rendere più moderno questo Paese, che resta uno dei più poveri del Vecchio Continente e mira ad una rapida integrazione con l’Unione europea.

 Erano quasi 90 mila i cittadini moldavi residenti in Italia alla fine del 2008 e poco più di 100 mila se si considerano i lavoratori per i quali è stata presentata domanda di regolarizzazione: una comunità consistente – la decima per numero di presenze – e che ha nell’Italia un riferimento importante, data anche l’affinità linguistica.

  Nel corso degli ultimi dieci anni l’immigrazione di moldavi nella Penisola ha avuto tassi di crescita eccezionali: poco più di 4 mila presenze nel 2001, 38 mila quelle registrate alla fine del 2004, fino agli attuali 100 mila. Solo nel corso del 2008 i residenti moldavi in Italia sono cresciuti di quasi un terzo (30,4%), a fronte di un aumento medio della popolazione straniera residente del 13,4%.

  Questi sono i dati della ricerca I moldavi in Italia: situazioni e prospettive, realizzata dalla Caritas Italiana e Fondazione Migrantes in collaborazione con l’ambasciata della repubblica ex sovietica.

  Si tratta di un’immigrazione prevalentemente femminile (67% del totale), che conta 15 mila minori iscritti nelle scuole italiane, che ha come punti di riferimento le province di Padova e Roma (entrambe con circa 8 mila residenti) e che vede l’inserimento lavorativo soprattutto nel settore domestico (32%), nell’edilizia (12%) ed in imprese di servizi e pulizie (11%).

 Dal punto di vista dell’insediamento territoriale i moldavi in Italia vivono soprattutto nelle regioni del nord ovest (35,2%), seguite da quelle del nord est (27%) e del centro (25,1%). Pochi al sud (9,1%) e nelle isole (3,7%).

Giuseppe D’Amato

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