Ucraina. Rivoluzione arancione nella storia

18 Jan 2010

 Il gigantesco Janukovich contro la peperina Timoshenko al ballottaggio. Questo il responso del primo turno delle presidenziali ucraine. Le previsioni della vigilia si sono avverate in pieno. L’oligarca Tigipko non è riuscito ad inserirsi come terzo incomodo, ma potrà far pesare i suoi tre milioni voti in futuro.

 La rivoluzione arancione tramonta definitivamente con il suo leader. Il presidente uscente Viktor Jushenko è riuscito nell’ardua impresa di sperperare quell’enorme bagaglio di simpatia e popolarità conquistato nell’autunno 2004. Allora milioni di persone scesero in piazza per sostenerlo e per dire “no” a brogli e soprusi.

 La rivoluzione arancione è stato un evento sconvolgente che ha avuto nello spazio ex sovietico effetti simili a quelli prodotti dal crollo del Muro di Berlino per l’Europa orientale. La speranza di un futuro migliore e le porte finalmente aperte da parte del ricco Occidente i maggiori risultati, vanificati in parte dalla litigiosità dei suoi leader.

 A parte i soliti problemi organizzativi e i tradizionali dubbi di regolarità in certe località l’Ucraina ha dimostrato di essere probabilmente la maggiore democrazia nell’area ex sovietica. Ha ragione Jushenko, nel suo testamento politico, ad affermare che il Paese è “democratico di stampo europeo”, una “nazione libera”, abitato da “gente libera”. Dove si può trovare nell’ex Urss una vera realtà multipartitica come quella ucraina e la piena libertà di parola?

 Condivisibile è a questo punto la delusione di Kiev per non essere stata fatta aderire d’urgenza all’Ue nel 2007-08 con una qualche formula, a vantaggio delle ugualmente problematiche Romania e Bulgaria. Bruxelles si sarebbe perlomeno garantita le strategiche vie di approvvigionamento delle materie prime dalla Russia e dall’Asia.

 Il ballottaggio è aperto nonostante i 10 punti di differenza del primo turno. Notoriamente la Timoshenko è bravissima nei recuperi ed è molto più abile del russofono davanti alle telecamere.

 

Risultati del 17.01.2010 – Dati della Commissione elettorale

Affluenza: 67% – circa 8 punti in meno del 2004

24,1 milioni di votanti

Candidati

percentuale

Numero voti

Janukovich

35,3%

8.5 milioni

Timoshenko

25%

6 milioni

Tigipko

13%

3,1 milioni

Jatsenjuk

6,9%

1,6 milioni

Jushenko

5,5%

1,3 milioni

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