EURO 2012, I simboli di Varsavia e la storica rivalità tra polacchi e russi.

13 Jun 2012

 L’imponente palazzo della Cultura e delle Scienze incombe da decenni su Varsavia. Da quasi ogni zona della capitale si vede l’edificio “donato” da Stalin ai polacchi, per certi versi un presente avvelenato, che segna il centro della città moderna. Subito dopo il crollo del Muro di Berlino erano in tanti che avrebbero voluto far ricorso alla dinamite per liberarsi una volta per tutte di quello che era considerato il simbolo del “giogo” sovietico.

Varsavia - EuropaRussia

La mancanza di uffici e di spazi di qualità fece propendere per la scelta di rimandare qualsiasi decisione. I nuovi ultramoderni grattacieli, sorti negli ultimi anni intorno al palazzo della Cultura soprattutto in quello che un tempo era il ghetto ebraico, si integrano tutto sommato bene con questo pezzo d’architettura di inizio anni Cinquanta, gemello delle 7 torri costruite a Mosca per tentare di concorrere in altezza con New York.
Quando in dicembre al sorteggio di Kiev i russi sono stati inseriti nel girone con i polacchi in tanti hanno pensato che il diavolo ci avesse proprio messo lo zampino. Storicamente tra i due popoli slavi non è mai corso buon sangue. Un episodio su tutti: luglio ’44, l’Armata Rossa, accampata nel quartiere capitolino di Praga, osservò dalla riva opposta della Vistola senza muovere un dito come i tedeschi massacrarono i polacchi che si erano sollevati contro di loro. Katyn e Smolensk sono altri capitoli dolorosi.
Alla fine ad Euro 2012 gli incidenti, che per mesi si sono temuti, si sono verificati. La “battaglia di Varsavia” ha lasciato sul campo una cinquantina di feriti, 150 fermi tra gli hooligans di casa, 28 tra gli ospiti. Gli imbecilli hanno sconfitto la società civile dei due Paesi, che da tempo si sforzano di migliorare i loro rapporti bilaterali.
Il centro di Varsavia è presidiato in forza dalla polizia. La nazionale russa ha scelto come propria base l’hotel Bristol, uno dei più esclusivi della Polonia, che si trova esattamente a 50 metri dal Palazzo presidenziale. Gli organizzatori di Euro 2012 avevano chiesto loro di cambiare sede del ritiro prima dell’inizio dei campionati, ma non c’è stato nulla da fare.
E’ bene sottolinearlo per il pubblico occidentale: Euro 2012 è anche il tentativo di superare le laceranti divisioni del passato. Soprattutto ad est della vecchia Cortina di ferro, dove l’evoluzione storica ha seguito un proprio percorso assai più lento e doloroso che in altre zone d’Europa.
L’incredibile stadio Nazionale – un tempo uno dei maggiori mercati all’aperto dell’Europa centrale – è, però, qualcosa di più …di un tentativo. Lo si vede da tutto il centro. Di notte illuminato, questo sombrero allungato con i colori biancorossi sembra la risposta al tetro e grigio palazzo “sovietico” della Cultura.
E’ proprio questo impianto sportivo, il nuovo “Colosseo” di Varsavia, il simbolo della Polonia del 21esimo secolo, quella del successo post integrazione europea.

Giuseppe D’Amato

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