Ucraina. La resa dei conti.

5 Feb 2010

 La tensione si taglia col coltello. Truppe del ministero degli Interni hanno preso il controllo delle zone nevralgiche del Paese e delle aree attorno ai seggi elettorali. I servizi segreti verificheranno i sistemi informativi. Il capo dello Stato uscente Viktor Jushenko ha promesso di garantire votazioni regolari e democratiche.

 Le reciproche pesanti accuse alla vigilia del voto tra Viktor Janukovich e Julija Timoshenko hanno fatto il giro del mondo, ma non hanno intimorito gli elettori, ormai abituati da anni ad una continua guerra mediatica. Stando alle dichiarazioni ufficiali, squadre di specialisti sarebbero pronte a falsare il ballottaggio. Gruppi armati si appresterebbero a prendere il potere a Kiev. L’Ucraina sarebbe sull’orlo della paralisi politico – economica.

 Si teme che il candidato, sconfitto alle elezioni, porti in piazza, con la scusa dei brogli, i suoi sostenitori, come avvenne nell’autunno 2004 con la cosiddetta rivoluzione arancione. Gli exit polls potrebbero non aiutare ad identificare presto e con certezza il vincitore, ma bensì versare ulteriore benzina sugli animi già attesi. Il 17 gennaio 6 rilevazioni statistiche su 6 hanno miseramente fallito se si considera il successivo risultato finale annunciato dalla Commissione elettorale.

 Alla larga dai due litiganti si sono tenuti i candidati giunti terzo e quarto al primo turno, ossia l’influente Tigipko col 13% ed il giovane Jatsenjuk col 6,9%. Ambedue sono ufficialmente neutrali. Tigipko ha rinunciato alle offerte sia di Janukovich che della Timoshenko.

 Le previsioni danno il leader del Partito delle Regioni in testa, ma la premier sarebbe in recupero. Schiere di superpagati consiglieri americani curano l’immagine dei due acerrimi avversari. Paul Manafort è stato ingaggiato da Janukovich dopo che in precedenza questi aveva lavorato per il magnate nazionale Rinat Akhmetov, risolvendogli alcuni problemi strategici. Da imbroglione e nemico popolare durante i giorni della rivoluzione arancione il leader del partito delle Regioni ha un curriculum tutto nuovo. La compagnia AKPD Media, fondata dal consigliere di Obama David Axelrod, fornisce assistenza alla Timoshenko, che si fregia dei servigi anche di John Anzalone, un altro delle “menti” della campagna elettorale dell’attuale presidente Usa. 

 Russia, Stati Uniti ed Unione europea sono in preoccupata attesa. L’Ucraina è un Paese centrale nella geostrategia mondiale. La speranza è che il voto porti in futuro stabilità anche se il prossimo presidente dovrà chiedere ai suoi connazionali forti sacrifici per la gravissima crisi economica in corso.

Ucraina. EuroMaidan 2014

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