The world is a little bit safer today after the agreement among former foes on the most complex part of the Cold War legacy. The U.S. Senate passed the New START treaty by a vote of 71 to 26 on Wednesday, while the Russian parliament may give its approval to the pact soon. Moscow becomes [...]
Meno vanto, più praticità. La Russia, estesa su ben 11 fusi orari, ha deciso di cancellarne due. Dal 28 marzo 5 regioni si avvicineranno a Mosca. Le remote Ciukotka e Kamchatka nell’Estremo oriente, la siberiana Kemerovo insieme a Samara e all’Udmurtia non adotteranno l’ora legale. L’iniziativa è del presidente Medvedev, che lanciò l’idea nel suo discorso sullo Stato della nazione nello scorso autunno. L’obiettivo è dare maggiore impulso al business. Fare affari con l’altro capo del Paese è quasi impossibile oggi. Quando nel Pacifico si dorme nella capitale si è nel pieno della giornata lavorativa. Questa scelta è solo la prima in vista di ulteriori cambiamenti.
Il mondo politico regionale approva la decisione del Cremlino, qualcuno adducendo spiegazioni originali. Ad esempio il vulcanico Aman Tuleiev si è procurato una tabella in cui si nota l’aumento degli incidenti in miniera con l’ora legale.
Il problema è, però, che il potere si è dimenticato, come al solito, di chiedere al popolo cosa ne pensa di questa iniziativa. I social forum su internet sono pieni di critiche ed invettive. Nel 1989 la regione di Samara adottò l’ora della capitale, salvo fare marcia indietro due anni dopo. La gente era insoddisfatta e i costi per l’energia elettrica andarono alle stelle. A dicembre alle 15 era già buio pesto.
In passato, in epoca comunista, qualcuno lanciò l’idea di avere solo 4 fusi, in modo da dare un segnale alla gente di un Paese un po’ più unito. Non se ne fece nulla, ma i biglietti aerei o ferroviari venivano ovunque venduti con l’orario di Mosca. Inutile raccontare i complessi calcoli a cui si era costretti se ci si trovava, che so, in Kamchatka.
Medvedev ha indicato il percorso. I russi di 5 regioni temono adesso per i propri cicli biologici!
La notizia tanto attesa è arrivata. Il prossimo 8 aprile presidenti Medvedev ed Obama si incontreranno a Praga, città simbolo della Guerra Fredda, per firmare il nuovo Start. L’annuncio ufficiale è stato pubblicato contemporaneamente sui siti del Cremlino e della Casa bianca dopo l’ultima decisiva conversazione telefonica tra i due capi di Stato.
Qualche settimana fa il presidente ucraino Janukovich aveva proposto di organizzare la firma a Kiev: la Russia sembrava d’accordo, gli americani no. La documentazione con le richieste ufficiali di autorizzazione per l’organizzazione dell’evento a Praga sono state consegnate mercoledì scorso. Il presidente ceco Klaus ha dato il suo immediato assenso.
L’accordo stabilisce un tetto di 1.550 testate, 800 vettori, 700 tra missili balistici intercontinentali e quelli a bordo dei sottomarini ciascuno. I russi riducono il loro attuale arsenale di circa il 30%, gli americani del 25%. Il vantaggio economico è enorme: verranno spesi meno soldi per la manutenzione e ve ne saranno di più per lo sviluppo di armi più moderne. Si evita così che appaiano terzi incomodi che ne approfittino dei due litiganti. Tanto russi ed americani hanno armi da poter distruggere il mondo migliaia di volte ed un vantaggio tecnologico che, per decenni, sarà incolmabile.
“Sono stati rispettati gli interessi dei due Paesi”, ha sottolineato Medvedev. La conclusione dell’accordo segna per il capo del Cremlino “il passaggio della cooperazione bilaterale ad un più alto livello”. Il presente accordo è, per Barack Obama, il più ampio documento concordato in due decenni.
Il nuovo Start dovrà essere ratificato dai rispettivi Parlamenti dopo la firma di Praga. “Entro aprile” in contemporanea, ha proposto il ministro degli Esteri Serghej Lavrov. I russi temono imboscate ad Obama dei repubblicani in Senato. Sono riusciti finalmente a vedere legalmente riconosciuto il nesso tra armi offensive e sistemi di difesa anti-missilistici.
Russia e Stati Uniti “inviano un segnale sul loro ruolo di leadership”, ha evidenziato il presidente Usa. Il 13 aprile Medvedev ed Obama si presenteranno a Washington alla Conferenza internazionale sulla sicurezza nucleare, poi in maggio a quella sulla proliferazione, con un’investitura morale che nessun leader ha mai avuto nella storia. Indirettamente lo Start-3 è un chiaro messaggio ad “Iran e Corea del Nord” e a quanti vogliano dotarsi illegalmente di armi letali.
Per Barack Obama questo accordo è il primo passo verso la realizzazione di quel “mondo senza armi nucleari” di cui il presidente Usa parlò proprio a Praga il 5 aprile 2009. Il capo della Casa bianca ha più volte ripetuto che ci si arriverà tra molti decenni. Questo è solo l’inizio.
Vedi anche Tra Start e Scudi - Dossier sempre su EuropaRussia.
President Obama and President Medvedev agreed to meet in Prague, the Czech Republic, on Thursday, April 8, to sign the Treaty on Measures to Further Reduction and Limitation of Strategic Offensive Arms (the “New START Treaty”).
Дмитрий Медведев и Барак Обама встретятся в Праге для подписания нового договора о сокращении и ограничении стратегических наступательных вооружений 8 апреля 2010 года.
The Arctic belongs also to Russia. Restrictions on Moscow’s access to the development of hydrocarbon fields in the Arctic, which accounts for over 25% of global oil and gas reserves, is unacceptable, President Dmitry Medvedev said at a session of the presidential Security Council.

The Arctic Ocean - BBC World News
“We have seen attempts to limit Russia’s access to the exploration and development of Arctic deposits which is of course unacceptable from a legal point of view and unfair from the point of the geographical location and the very history of our country,” Medvedev highlighted and stressed that “polar countries are taking active steps to expand their economic and even military presence in the Arctic zone.”
The five Arctic nations — Canada, Denmark, Norway, Russia and the United States — are locked in a tight race to lay claim to vast riches believed to be hidden beneath the ice and snow in the Arctic. They have claimed overlapping parts of the region estimated to hold 90 billion untapped barrels of oil. Under international law, each of the five Arctic Circle countries has a 322-kilometer (200-mile) exclusive economic zone in the Arctic Ocean.
Medvedev did not specify which nations his comments were addressed to. Russia claims a large part of the Arctic seabed as its own, arguing that it is an extension of its continental shelf. Moscow has undertaken two Arctic expeditions – to the Mendeleyev underwater chain in 2005 and to the Lomonosov Ridge in the summer of 2007 – to support its territorial claims in the region.
It first claimed the territory in 2001, but the United Nations demanded more conclusive evidence.
Russia has said it will invest some 1.5 billion rubles ($50 million) in defining the extent of its continental shelf in the Arctic in 2010.
In 2008, Medvedev signed an Arctic strategy paper saying that the polar region must become Russia’s “top strategic resource base” by the year 2020.
The document called for strengthening border guard forces in the region and updating their equipment, while creating a new group of military forces to “ensure military security under various military-political circumstances. “It said that by 2011 Russia must complete geological studies to prove its claim to Arctic resources and win international recognition of its Arctic borders.
The Kremlin is officially against any arms race in the Arctic. In summer 2009 Denmark announced its plans to establish an Arctic military command and a task force.
MAP By BBC
В Латвии прошел День памяти легионеров Waffen SS. По центру Риги маршем прошли бывшие эсэсовцы. Они получили законное право пройти по городу и возложить цветы к памятнику Свободы. При этом они могли рассчитывать на то, что полиция обеспечит им безопасность. Так шествие бывших членов латышского легиона Ваффен СС и их молодых почитателей из числа националистов проходило под охраной двойных кордонов полиции. По традиции, поджидали антифашисты. Но на этот раз обошлось без столкновений. Такое ежегодное противостояние в столице Латвии связано с крайне неоднозначной исторической датой. 16 марта 1944 года 15-я и 19-я латышские дивизии германских войсковых СС на Волховском фронте впервые вступили в бой с частями Красной армии.
Николай Сурков – НГ
Trattato Start e Scudi non strategici regionali. In queste settimane la comunità internazionale sta scegliendo la nuova architettura militare per il 21esimo secolo. I contatti ufficiali ed informali sono febbrili e segreti. Sta nascendo il nuovo mondo post Guerra Fredda.
A Ginevra i negoziatori delle due superpotenze del Ventesimo secolo sono vicini a chiudere il nuovo Start, sulla riduzione degli armamenti strategici, scaduto il 5 dicembre scorso. Russi ed americani avranno 1.500 testate nucleari operative a testa. E’ stato definito poi un complesso sistema di controlli.
Il 12 aprile, affermano fonti moscovite, il nuovo trattato verrà firmato a Washington prima del summit sulla sicurezza nucleare. La ratifica parlamentare, però, dovrà avvenire in contemporanea. I veri grattacapi ce li ha Obama, che al Senato può contare oggi solo su 59 voti e per approvare lo Start – i cui aspetti negoziali pubblici sono stati criticati dai repubblicani – ne servono 67 su 100. Obama vorrebbe risolvere il problema prima delle elezioni d’autunno. Il Cremlino, però, non si fida. Ha tra le mani un accordo che considera inaspettatamente vantaggioso dopo anni di ritirate.
Ma potrebbe essere la vittoria di Pirro. Barack Obama ha rivoluzionato la strategia Usa: ha rinunciato allo Scudo spaziale globale di Bush (quello contro i missili intercontinentali) per ragioni economiche e tecnologiche; ha dato il via libera a quelli “non strategici” regionali – più pratici ed in funzione in breve tempo. Il pericolo ufficiale è l’Iran con i suoi missili a corto e medio raggio. Stati Uniti e Russia non ne dispongono dal 1991.
Il Cremlino è stato così preso in contropiede. In Europa centro-orientale è iniziata la corsa alla partecipazione a questi sistemi. La Polonia ha accettato di ospitare a Morag (nei pressi del confine russo) i “Patriot-3”, venendo in questo modo ricompensata per la perdita settembrina dei 10 intercettori dello Scudo spaziale. Romania e Bulgaria hanno fatto altrettanto a metà febbraio. Durissime note diplomatiche si sono scambiate Mosca e Sofia, un tempo storiche alleate.
Durante la Guerra Fredda le due superpotenze si erano accordate per limitare lo sviluppo delle difese anti-missilistiche con lo scopo di rafforzare la deterrenza nucleare. Ma adesso il pericolo viene da lanci di terzi.
Questi “mini-Scudi” locali, su cui il Cremlino ha chiesto chiarimenti, non sono in grado di fermare i missili intercontinentali (a lungo-raggio). Come tutta risposta la segretaria di Stato Usa, Hillary Clinton, ha addirittura ipotizzato una Russia all’interno della Nato. La Casa bianca è pronta a far partecipare subito Mosca alla partita. A Bruxelles alti ufficiali dell’Alleanza atlantica si sono appena incontrati con quelli russi per discutere gli aspetti tecnici.
Contemporaneamente ha colpito la quasi non-curanza americana per la possibile vendita di 4 navi francesi della potentissima classe “Mistral” a Mosca. Un affare semplicemente epocale. Il Cremlino sarebbe in grado di risolvere una crisi tipo quella georgiana in poche ore. L’intero Baltico, futura dislocazione delle unità, è in subbuglio.
Ma alla Casa bianca si punta al bersaglio grosso. Si è aperta la possibilità di creare più difese anti-missilistiche regionali comuni a Russia, Nato e Stati Uniti. Evidenti le conseguenze per l’intero pianeta. Dalle parole si sta pongono le fondamenta per la stabilità strategica europea. Il nodo cruciale è se il Cremlino – messo al corrente a giochi fatti – accetterà di essere un membro di questo accordo e non il protagonista principale.
Giuseppe D’Amato
Una grande mostra fotografica per far rivivere l’atmosfera di speranze e di contraddizioni del “Disgelo” post-staliniano. Mai come adesso alla piazza del Maneggio, sotto al Cremlino, i russi hanno potuto apprezzare immagini storiche ed inedite di Nikita Krusciov e del suo tempo, miscelate con una sapiente regia.
Calvo, tarchiato, famoso per la sua semplicità – che spesso sconfinava in vera rozzezza come quando sbatté una scarpa sul tavolo mentre parlava dal palco delle Nazioni Unite – il leader comunista è ritratto in occasioni ufficiali ed in quelle familiari. “Era certamente fotogenico – afferma in un filmato che ha presentato l’evento culturale, Viktor Achlomov, specialista negli anni Sessanta per il quotidiano ‘Izvestija’ ed autore di alcuni degli scatti in mostra -. Krusciov era come una macchina che si dava energia da sola. Non era importante come lo fotografavi. Lui veniva sempre bene”.
Il visitatore è colpito dalla disposizione a “m” dell’esibizione, dove la prima e la terza fila ripropongono momenti della vita del protagonista ed in quella centrale si celebra il gotha della cultura tra il 1956 ed il 1964, tra cui Gina Lollobrigida durante una sua visita a Mosca. In una minuta saletta laterale il pubblico ha anche la possibilità di assistere alla proiezione continua dei capolavori cinematografici sovietici dell’epoca.
Succeduto a Stalin, morto il 5 marzo 1953, Nikita Krusciov vinse la battaglia per la successione. Nel febbraio ’56 denunciò i gravissimi crimini contro l’umanità perpetuati dal “padre dei popoli”, favorendo una breve boccata di libertà, conclusosi con la sua deposizione e sostituzione con Leonid Breznev nell’ottobre ‘64.
Il suo fu un periodo controverso in cui i prigionieri politici tornarono dai gulag, venendo spesso riconosciuti come innocenti, ma furono represse nel sangue rivolte come a Budapest nel ’56 o a Novocerkassk nel ’62. Lo scambio di visite ufficiali con gli americani non evitò la crisi dei missili sovietici a Cuba con il mondo sull’orlo dell’Apocalisse. L’Urss aprì una piccola porta e si mostrò timidamente alla comunità internazionale con l’organizzazione di festival della gioventù o del cinema. La sua nazionale di calcio vinse i primi campionati europei nel ’60.
Gigantesca è la prima fotografia (unica a colori), in cui ci si imbatte all’ingresso, con Krusciov in compagnia del leader jugolavo Tito che guardano insieme la campagna. Poi ne seguono tre o quattro in cui si ritraggono Jurij Gagarin e la sua incredibile impresa. L’Urss era riuscita, precedendo gli Stati Uniti, a mandare un uomo nello spazio nel 1961. Subito dopo vengono gli scatti di gioventù dall’archivio familiare e quelli in cui si raccontano i primi passi della carriera politica negli anni Trenta.
Durante la Guerra Krusciov è responsabile politico a Stalingrado e partecipa alla liberazione del Paese. Quindi la scomparsa di Stalin ed il Ventesimo congresso del partito comunista. Le fotografie con i giovanissimi Fidel Castro e John Fitzgerald Kennedy mostrano ancor di più la differenza d’età e di spessore culturale tra Krusciov ed i suoi interlocutori d’oltreoceano. Ad un certo punto, si vede il leader comunista passeggiare da solo in un campo di grano, sua croce e delizia, dopo il viaggio americano. Quindi il declino, con scatti in cui l’ex amico Breznev compare sempre più minaccioso alle sue spalle fino alla sostituzione ed il lungo soggiorno agli arresti in una dacia fuori la capitale.
La grande affluenza di pubblico, anziano e meno, ha sancito il successo di questa iniziativa. E’ stata riproposta una pagina di verità dopo le falsità circolate durante la stagnazione brezneviana. I russi, sempre alle prese con opposte interpretazioni del loro complesso passato recente, paiono averla apprezzata.
Giuseppe D’Amato
After a deep recession in 2009 Central and Eastern Europe have emerged from the economic crisis but steady growth will be slow to come and unemployment will remain high, the Vienna Institute for International Economic Studies (WIIW) said in a report edited by news agency AFP.
Poland was the only country in the region to post growth in 2009 and it was expected again this year to boost the 10 new EU members’ average, forecast at 1.0 percent after a negative 3.6 percent last year.
But individual figures were less positive: while Hungary, Bulgaria and Romania were expected to post zero-growth in 2010, gross domestic product (GDP) was likely to shrink in Estonia, Latvia and Lithuania, by 1.5 percent, 4.5 percent and 3.0 percent respectively.
WIIW forecast 1.0 percent growth for Czech Republic, Slovakia and Slovenia and 2.5 percent for Poland. “We expect all countries in the region to be growing again only by 2011,” the institute said.
“That growth may accelerate slightly in 2012, but will in general be slower than in the pre-crisis period,” it added.
For next year, WIIW forecast average growth for the 10 new EU member states at 2.8 percent, followed by 3.6 percent in 2012. WIIW also predicted massive growth for non-EU members Kazakhstan, Russia and Ukraine starting this year. However, a prerequisite for growth was a global recovery, prompting increased imports to the region, since rising unemployment would curb private consumption, the institute insisted.
The jobless rate was also expected to peak this year, before falling slowly in the years to come.
A further danger was the effect of Greece’s current problems on the region’s eurozone prospects, the institute said. “That may well cross the plans of the new member states that have based their medium-term economic strategy on the earliest possible adoption of the euro,” it noted.
Верховная Рада назначила народного депутата от Партии регионов Николая Азарова премьер-министром Украины. За это решение проголосовало 242 нардепа, что на 7 больше, чем вошло в состав новой коалиции. Новую коалицию сформировали фракции Партии регионов, Блока Литвина, Коммунистической партии Украины и 13 отдельных депутатов.
Kто вошел в коалицию в частном порядке спикер не назвал. Создание такой коалиции стало возможным после того, как в начале недели Верховная Рада Украины приняла закон, по которому формировать парламентскую коалицию теперь могут не только фракции, но и отдельные депутаты – то есть разрешила вступать в коалицию “тушками”.
В Верховной Раде 5 фракций: Партии регионов (172 депутата), БЮТ (155), блока “Наша Украина – Народная самооборона” (72), Компартии (27), Блока Литвина (20). Четыре депутата являются внефракционными. Всего 450 народных депутатов.
Справка – Николай Азаров
Родился в Калуге (Россия). В 1971 году окончил Московский госуниверситет имени Ломоносова по специальности “геолог-геофизик”. Доктор геолого-минералогических наук (1986 год), профессор (1991 год), член-корреспондент НАН Украины (1997 год).
С 1996 по 2002 года – Председатель Государственной налоговой администрации Украины.
С ноября 2002 по февраль 2005 – Первый вице-премьер-министра, Министр финансов Украины в первом правительстве Виктора Януковича.
После избрания в парламент весной 2006-го возглавлял комитет по вопросам бюджета. 4 августа 2006 года во второй раз пришел в Кабмин Януковича и снова стал Первым вице-премьером, Министром финансов.
С ноября 2007 года – народный депутат Украины VI созыва от Партии регионов. Министр финансов в теневом (оппозиционном) правительстве Януковича.
Список министров
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